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Ko Un, Canto di pace – 고 은 – 평화의 노래

평화의 노래

평화는 파도입니다.
파도쳐 살아있습니다.
그 파도아래
온갖 고기들이 헤엄쳐 살아있습니다.
온갖 산호들이 자라납니다.
그 파도 위 그 어디에도 저 혼자 높지 않고 해지는 수평선까지
누구에게나 자유이고 누구에게나 평등입니다.
그 평화의 파도 위 내달리는 흰 돛폭 팽팽합니다.

평화는 밥입니다.
지난 시절 두메산골 몇 가호 마을에서
밥짓는 저녁 연기 거룩하였습니다.
빵굽는 아침연기 아름다웠습니다.
평화는 밥이고 빵이고
그 이전에 쌀이고 밀이고 옥수수입니다.
평화는 밥처럼 빵처럼 절실합니다.
동북아시아 상형문자로
평화는 골고루 입에 밥이 들어가는 것입니다.
그래서 이 세상의 친구들이
다 함께 빵 먹는 날이 평화입니다.
지상의 모든 굶주림 사라지는 것이 평화입니다.

평화는 꽃입니다.
평화는 꽃처럼 아름답습니다.
만약 이 세상에 꽃이 없다면
괴로운 날들
슬픈 밤을 지나쳐 한 송이 꽃이 없다면
어떤 것이 평화인지 모를 것입니다.
인간과 인간 사이
마을과 마을 사이
나무와 새 사이
나라와 나라 사이
거기 한 송이 꽃 들어올리는
그 조용한 미소가 없다면
평화 그것은 애타게 기다리던 일이
끝내 돌아오지 않는 절망입니다.

평화는 어린아이입니다.
어여뻐라
어여뻐라
어디에 이 세상의 어린 아이만한 것 있겠습니까?
어린아이가 있어야
비로소 가정과 세상이 펼쳐집니다.
어린아이를 중심으로
엄마 아빠가 되고
할아버지가 되고
고모가 되고
이모부가 됩니다.
외할머니가 됩니다.
꼭 와야 할 세상의 내일이 옵니다.
그러므로 온갖 정성으로
그 아이를 길러내야 합니다.
평화야말로 그렇게 길러내는 아이입니다.
평화야말로 그런 아이의 친구이고 아저씨이고
이웃들입니다.

평화는 별입니다.
어린아이가
처음으로 만나는 우주가 곧 평화입니다.
별을 바라보며
내가 누구인가 물었고
별을 바라보며 뱃길을 알게 되었습니다.
그리하여 항해하는 자의 마음 속에
온갖 파란 이겨내는 평화가 깃들입니다.

몇 쳔년동안 인간은 아주 긴 전쟁의 시간 속에서 죽고
아주 짧은 평화의 시간들을 살아왔습니다.
아주 짧은 평화조차도
곧 잘 전쟁의 욕망을 키우는 시간이었습니다.
그래서 평화는 늘 위기였습니다.
인간은
어쩌면 전쟁과 전쟁 사이에서 전쟁포로였습니다.
이제까지의 문명들이 만들어 낸 이기(利器)는
차라리 전쟁용 흉기의 다른 이름이었습니다.
재앙이었습니다.

평화는 새였습니다.
총소리가 나자 다 날라가버린 새였습니다.
지난 20세기는 특히 큰 전쟁들의 시대였습니다.
또한 지루한 냉전이 이어졌습니다.
이 무슨 비극인가
그 냉전이 진리가 되기도 했습니다.
새들이 방황했습니다.
20세기 한국 분단시대는
21세기 한국 통일시대로 나아가야 합니다.

낡은 세월 보내고
새로운 총소리 북소리의 연대기를 맞이해야 합니다.
한반도는 남북의 폐허에서 다시 일어났습니다.
초토에서 다시 숲과 강물을 이루었습니다.
그러나 분단은 장벽이다가
어느새 길들여져
그것이 울타리가 되었습니다.
평화의 민족이 되어가고 있습니다.

 

평화는 다리입니다.
전쟁은 다리를 폭파해버리지만
인간과 인간이 오고 가는 다리는
오직 평화만이 다시 이어집니다.
단절을 넘어 평화는 수많은 강의 다리입니다.

아 평화는 푸른 꿈입니다.
꿈꾸는 자 없이는
평화라는 말은
탱크 캐터필러에 짓눌려 죽어버립니다.
평화는 꿈입니다.
오늘의 꿈이 내일의 현실이 되는 꿈입니다.
그런 꿈 절반만으로도
세상은 평화를 이루어 갑니다.
평화는 미래의 육친이고 둥지입니다.
오고 있습니다.
오고 있습니다.
마중 나가야겠습니다.
6월의 제주도 남쪽바다 해풍처럼 오고있습니다.

Canto di pace

Pace è onde
onde che irrompono, vive,
e sotto quelle onde
nuotano pesci di ogni tipo, vivi.
Cresce ogni varietà di corallo.
Quelle onde ovunque, mai esaltando se stesse, lontane come l’orizzonte e il sole al tramonto
sono libertà per tutti, uguaglianza per tutti;
Quelle onde di pace si rincorrono, come vele al vento.

Pace è riso.
Nei tempi passati, mentre il riso bolliva nelle sere di minuscoli villaggi
sperduti in remote valli di montagna, il fumo era sacro.
Mentre il pane cuoceva al mattino, il fumo era bello.
Pace è riso, pace è pane,
è chicchi di riso, di grano e granturco prima di loro.
La pace è reale – come il riso, come il pane.
Gli ideogrammi dell’Asia Nord-orientale
esprimono pace con il riso che entra, equo, in ogni bocca.
Perciò il giorno in cui ognuno nel mondo potrà avere il suo pane
sarà un giorno di pace;
La fame che scompare nel mondo è pace.

Pace è un fiore;
La pace è bella come un fiore.
Se non ci fossero fiori nel mondo,
se nessun fiore sbocciasse,
una volta trascorsi il dolore e i giorni tristi,
non riusciremmo mai a capire che cosa è la pace.
Se non esistessero sorrisi quieti
a crescere un fiore
tra persona e persona,
tra villaggio e villaggio,
tra alberi e uccelli,
tra nazione e nazione —
pace sarebbe la disperazione di un amato
che, atteso con angoscia, non fa ritorno.

Pace è un bambino,
grazioso
tenero.
Nel mondo cosa equivale a un bambino?
Il mondo ha bisogno di bambini
per svilupparsi e crescere;
diventiamo madri e padri
in presenza di un bambino –
nonni
zie,
zii,
nonne
Il mondo di domani, che deve arrivare, è in arrivo.
Cresciamo quel bimbo
con tutta la nostra forza.
Pace è un bimbo cresciuto con amore;
pace è amici, zii,
vicini di quel bimbo.

Pace è una stella.
La prima esperienza del cosmo di un bimbo
è pace.
Guardando le stelle
mi chiedevo: chi sono?
Guardando le stelle ho riconosciuto il mio cammino.
La pace che conquista tutte le tempeste della vita
alberga nel cuore di ogni viaggiatore.

Per migliaia di anni, popoli sono morti in lunghi anni di guerra
vivendo brevissimi momenti di pace.
Quei brevi momenti di pace
trascorrevano nell’attesa di desideri di Guerra.
Ecco perché la pace era sempre in crisi.
Gente
come prigionieri di guerra, intrappolata tra Guerra e Guerra.
I “benefici” prodotti dalle civiltà
si sono rivelate armi di Guerra sotto altro nome.
Disastro totale.

La pace è uccelli,
uccelli volati via allo schiocco di un fucile.
Il secolo scorso è stato un secolo di grandi guerre;
La lunga Guerra Fredda continua ancora.
La sua tragedia!
Persino la Guerra Fredda è diventata una verità.
Uccelli vagano in questo e quel luogo.
Il XX secolo ha diviso la Corea
Il XXI la dovrà riunificare.

Scacciamo il passato
e accogliamo con campane e tamburi, la nuova era della solidarietà.
La penisola coreana è rinata dalle rovine del Nord e del Sud,
trasformando il suolo spogliato in boschi e fiumi.
Intanto la divisione, dapprima un solido muro,
è diventata un’abitudine,
trasformandosi in una semplice palizzata.
Lungo è stato il tempo delle contraddizioni. Ora, che gli orribili odi delle divisioni sono stati accantonati, ci muoviamo verso una nazione di pace, respirando in armonia.

Pace è ponti
che la Guerra distrugge
e che solo la pace, la pace soltanto, ricostruisce.
Ponti su cui poter camminare gli uni incontro agli altri.
Oltre la separazione, la pace è un ponte attraverso fiumi innumerevoli.

La pace è giovani sogni.
Senza gente che sogna,
il vero nome della pace
muore sotto i cingoli dei carri armati.
Pace è sogni.
I sogni di oggi sono la realtà di domani.
Solo metà di questi sogni
e il mondo raggiunge la pace.
Pace è carne e sangue del futuro, è il suo nido.
È per strada.
sta per arrivare.
Prepariamoci ad accoglierla.
È in arrivo, come i venti estivi sul mare dell’isola di Cheju.

Ko Un, Fiori di un istante, a cura di Vincenzo d’Urso, Venezia, Cafoscarina, 2005, pp. 142-151.

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