Corea,  poesia

류시화, 새는 날아가면서 뒤돌아 보지 않는다 – Yu Si Hwa, L’uccello non guarda indietro, volando

시를 쓴다는 것이
더구나 나를 뒤돌아 본다는 것이 싫었다,
언제나 나를 힘들게 하는 것은 나였다
다시는 세월에 대해서 말하지 말자
내 가슴에 피를 묻히고 날아간 새에 대해
나는 꿈 꾸어선 안 될 것들을 꿈꾸고 있었다
죽을 때까지 시간을 견뎌야 한다는 것이
나는 두려웠다
다시는 묻지 말자
내 마음을 지나 손짓하며 사라진 그것들을
저 세월들을
다시는 돌이킬 수 없는 것들을
새는 날아가면서
뒤돌아 보는 법이 없다
고개를 꺾고 뒤돌아 보는 새는
이미 죽은 새다

Yu Si Hwa, L’uccello non guarda indietro, volando

Scrivere poesie
per di più, guardarmi indietro
mi ha seccato; la cosa che mi fa stancare
sempre sono stato io.
Mai più parliamo del tempo passato,
dell’uccello che è volato via macchiando
di sangue il mio cuore.
Stavo sognando quello che non dovevo sognare.
Avevo paura
del fatto che devo sopportare il tempo finché non muoia.

Mai più chiediamo
quelli che sono scomparsi sfiorando la mia anima, con un cenno della mano,
quei tempi passati,
quello che non si può recuperare di nuovo.
L’uccello, volando,
non guarda mai di regola indietro.
L’uccello che guarda indietro con il collo rotto
è uno già morto.

 

Trad. in italiano di Cho Min Sang in Antologia di poesie coreane del Novecento. Meditazione della speranza dell’anima struggente, CUEM Società Cooperativa, 2010, pp. 136-137. (con testo originale a fronte)

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