Corea,  facezie,  poesia

L’ombra persistente di quella bugia

Profuma dolce di magnolia

nella primavera che sta per sbocciare,

tra il bianco casto dei fiori di ciliegio e

un avorio languido di miele.

Tutte le tue parole, i tuoi sguardi gentili scendono,

portati di qua e di là dal vento,

alcuni si posano come una candida pioggerella sul mio capo.

Presto appassiscono, strappati bruscamente dal ramo,

al sole umido marciscono

e il bianco diventa color del fango

il verginale diventa lordo,

sozzo, marcescente…

 

e io cosa decido?

Di non scuotere la testa e lasciarmi sporcare.

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