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no subete

arums no subete, cioè tutte le cose (tutto su) arums (palese citazione di Lily Chou-Chou no subete). Il ché non è solo una specie di personaggio, ma diventa nel mio immaginario idiota uno stato emotivo/intellettivo e tutte quelle balle lì. O forse pindaricamente una specie di maschera di Ganimede (As you like it, ma non vado oltre…)

Foto…

Musica

  • aria (finalmente qualcosa di reale)

Storie

Film e video…

Gramsci

Qualcosa di esplicito.

arums nasce nel novembre del 2002 circa. nasce per scherzo, per anonimarmi in un forum e fungere da spalla ad un amico. un amico con due cagnolini, che poi tanto amico non era. cui piaceva la montagna, il calduccio, ma una frana.
arums cresce, pian piano, per caso. poi ancora più lentamente diventa il nome di una parte di me. la parte più esagerata, in tutti i miei difetti, di me. o forse al momento è la parte che cerca di camuffare meglio i difetti che ormai sono esagerati, mah!
il nick non si riferisce a nessun alcolico, né a 4Rooms, né boh… ne ho sentite tante ma poche me le ricordo, si riferisce semplicemente alle calle della Lempicka. o forse a quelle di Rivera, che la kahlo abbraccia, nuda, di schiena…
tante calle, ne è pieno il ciottolato del cimitero, troppe calle appoggiate ovunque, sono belle, ma io riesco solo a pensare che la vita è finita. dunque sì, il mio nick è un nick di un funerale, è il nick di una morte e le calle sono, non un bel dipinto di una pazzariella o di un muralista panciuto, ma sono semplicemente come sia cambiata la mia vita dal 1998 in qua, conoscendo la morte, proprio quella che non lascia più spazio. quella che ti toglie ogni possibilità , quella cui non esiste rimedio, quella ti soffoca, perché tu sei ancora viva, e rimani qui con l’assenza, continua, che invece di allontanarsi, con il passare degli anni diventa sempre più pesante, pressante, schiacciante.

ah che belli i fiorellini… ah che allegria questa arums. già già .
eh no… eh no.
invece sono parecchio allegra quando non sono incazzata [raramente? -cambierà !-].
arums ha capito che può ridere, ora [beh, insomma… settembre 2006], grazie ad un gruppo di ragazzini, li chiamano nerd, li chiamano hacker, li chiamino come preferiscono, io li chiamo acarucci. Loro scherzano, ridono, sembra che il mondo non li abbia ancora toccati con le sue brutture, ma mi sbaglio, alcuni ne son già stati travolti, eppure… hanno la pazienza e la speranza. aspiro a questo, ora.
a trovare questa speranza in me… imparandolo da un gruppo di ragazzini*. [già , perché vado per i 32 il prossimo ottobre…ahiahiahiahi…]

Al momento la mia vita è un grandissimo punto interrogativo.
Questo è un bene.
l’ho capito qualche anno fa, quando ho lasciato una vita da favola [sì, lo era], uno dei miei abbandoni… [parrebbe che non riesco a portare a termine nulla… eppure no, qualcosa, di serio, lo abbiamo portato a termine… ]
Ora sto cercando di non esser travolta emotivamente da questo enorme punto interrogativo, forse c’è un asticella che pensa di sorreggermi in qualche modo, ma in cuor mio spero sia la punta di un tronco.

si vedrà .

*Ad uno di questi ragazzi va un grazie grande. La parte per me più emotivamente delicata di questa paginetta la devo a lui, nel senso che… mi ha dato il coraggio, avendomi fatta ridere per delle ore, di dirla una volta, in pubblico, quando ubriachetto avrei pensato che non si sarebbe ricordato nulla… e invece…

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